È nell’attesa che si trova il tempo di stare, lo spazio di esistere ed il luogo dove potersi incontrare. L’attesa è quella dimensione in cui avviene un cambiamento, una preparazione verso qualcosa di nuovo e in cui può maturare la speranza.
Questa è la dimensione che ogni famiglia che decide di diventare una famiglia solidale, si appresta a vivere e successivamente condividere con chi diventa il compagno di questo cammino.
Questo è il momento dell’attesa, ci si prepara al Natale, e ora più che mai le famiglie del Movimento Famiglie Affidatarie e Solidali si uniscono condividendo gioie e dolori di questo cammino, fatto di attese, di speranze e di relazioni.
Si è partiti proprio dall’incontro svoltosi al Borgo Ragazzi don Bosco che ha visto riunite le famiglie che a vario titolo hanno iniziato questa avventura, un’avventura fatta di mani, volti, sorrisi e sguardi più o meno intensi ma che portano con sé storie profonde. Dall’incontro sono emerse fatiche, gioie e attese; le attese delle nuove famiglie, che hanno da poco finito il corso di formazione, quelle di chi è già in cammino e nell’ascolto attende l’altro per costruire una relazione autentica, vera. In un tempo e in una società che spinge alla velocità, questo è stato il tempo e lo spazio in cui famiglie e gli operatori hanno potuto fermarsi, guardarsi negli occhi e riscoprire la mission, ovvero dare ad ogni bambino e ad ogni ragazzo una famiglia in più.