Mariella racconta l’incontro con Margherita e la loro relazione fraterna
Conosco Margherita da tantissimi anni: con lei si è creato subito un rapporto di amicizia molto profondo; abbiamo condiviso la sua difficile realtà familiare ed economica, ma anche la bellissima esperienza di aver sempre trovato una soluzione o una piccola risposta ad un suo bisogno. Negli ultimi anni la sua difficile situazione familiare si è aggravata con l’allontanamento del marito che non le garantisce nessun contributo economico. Margherita, quindi, rimane da sola con due figli adolescenti, con la difficoltà di trovare lavoro e di far fronte alle complicate vicende economiche lasciate in sospeso dal coniuge, tra le quali il mutuo della casa.
Attualmente sta facendo un corso per operatore socio-sanitario per specializzarsi in una professionalità e per potere spendere le proprie competenze. Per sostenerla in questo percorso, ci sono tante famiglie che la aiutano e la supportano sia a livello economico che relazionale. Frequenta il Borgo da sempre, soprattutto quando i figli erano più piccoli (tra l’altro il figlio maggiore allenava una squadra di basket). Qui sapeva che poteva chiedere aiuto nei momenti di difficoltà. La richiesta attuale riguarda un percorso di sostegno psicologico per la figlia di 15 anni la quale, a seguito dei trascorsi e dei vissuti familiari molto problematici, ha cominciato a manifestare alcuni disagi importanti riguardanti l’incapacità di gestire le proprie emozioni (reazioni emotive molto forti ed eccessive). Tanto da mettere in allarme Margherita non solo per la propria incapacità di gestire la figlia, quanto piuttosto per la preoccupazione che aveva per la figlia di fronte a tali comportamenti. Per lei Margherita chiede aiuto: si attiva così una rete di famiglie che, venuta a conoscenza della campagna “Insieme a te è un’altra storia” al Borgo Ragazzi don Bosco, garantisce un contributo mensile per dare la possibilità alla figlia M.G di iniziare un percorso psicologico presso il Centro di Consulenza Psicopedagogica SosAscoltoGiovani.
Margherita è assolutamente consapevole del fatto che c’è un gruppo di persone che la sostengono a vario titolo e proprio per questo prova un profondo senso di gratitudine, tanto che non si limita solo a ricevere ma anche a restituire nei modi e nelle possibilità che possiede. Anche la figlia condivide questo sentimento di riconoscenza e gratitudine per le persone che la supportano in questo percorso: infatti, non ha rifiutato l’aiuto ma lo ha accettato e condiviso (la figlia ha riconosciuto la propria problematica e ha maturato quasi da sola la necessità di farsi aiutare).
Oggi, dopo tanti anni, condivido con lei e con i suoi figli tanti aspetti profondi della loro vita, (Margherita dice che sono sua sorella!); solo questa condivisione ci aiuta a trovare le soluzioni alle difficoltà che di volta in volta gli si presentano: nulla sarebbe stato possibile se non si fosse creato un reciproco rapporto di fiducia. I suoi figli sono adorabili: questi ragazzi portano con sé una profonda ricchezza, danno tanto e soprattutto anche loro sanno che possono fidarsi di tutte le persone che li hanno sostenuto in questi anni.
Con lei ho dovuto barcamenarmi tra il ruolo di operatrice e di amica, nel senso che ha sempre prevalso il ruolo amicale; torno ad essere un operatore quando emerge un bisogno specifico (come ad esempio il bisogno di aiuto che ha manifestato la figlia). E di questo mio doppio ruolo, Margherita ne è felicissima perché riconosce il suo bisogno di essere guidata in alcune situazioni, smussata in altre. Solo in questo modo riesce ad affidarsi totalmente ed attivare un cambiamento!