Si è appena concluso il progetto “L’educazione è cosa di cuore” realizzato con il contributo della Regione Lazio e volto a promuovere l’accoglienza e l’inclusione sociale di giovani, italiani e stranieri, in condizione di fragilità all’interno della città di Roma.
Il progetto ha permesso di attuare perfettamente i valori che sono alla base della mission associativa ovvero l’accoglienza e l’accompagnamento educativo rivolto a chiunque ne abbia bisogno, al di là del proprio credo, della propria situazione economica o cultura di appartenenza.
La peculiarità di questo progetto è stato, però, quello di introdurre degli elementi di innovazione sociale: non solo accogliere ed accompagnare chi ha bisogno ma, nel contempo, promuovere una cultura della solidarietà di volontari e famiglie per sensibilizzare la collettività e garantire ai giovani soli, neo maggiorenni e fuori da ogni circuito di intervento, un sostegno che li renda cittadini consapevoli. In questo processo, particolare importanza hanno avuto le aziende che, inserendo i ragazzi nel mondo del lavoro tramite li tirocini, hanno contribuito direttamente allo sviluppo delle loro competenze e, indirettamente, hanno contrastato la povertà e l’esclusione sociale.
Peculiare anche il coinvolgimento delle famiglie solidali – circa 40 -, famiglie specificatamente sensibilizzate e formate non solo ad accogliere i ragazzi nella propria abitazione ma soprattutto ad inserirli nella propria rete familiare ed amicale, a dare un supporto educativo e a diventare riferimento significativo nella loro vita. Il coinvolgimento delle famiglie solidali in questo progetto, ha permesso la diminuzione del numero di giovani inseriti in strutture di accoglienza incidendo, a sua volta, sulla diminuzione del tasso di criminalità afferente ai giovani. Infatti, divenendo con questo processo i protagonisti attivi del loro futuro, i ragazzi sono stati in grado di inserirsi nel giusto contesto sociale, tralasciando azioni di devianza e criminalità.
Un ruolo molto significativo è stato giocato delle figure dei volontari – circa 40 -, persone che prestano un servizio gratuito ma che si scoprono come persone capaci di sostenere chi si trova in una situazione di disagio. La gratuità del loro servizio fa riscoprire la bellezza del dare, rafforza l’idea di solidarietà e li rende consapevoli di essere un valore aggiunto per la società sempre più improntata sull’individualismo e sull’egocentrismo.
Ultimo elemento innovativo inserito in questo processo progettuale è stato l’avviamento al lavoro ovvero una serie di incontri, individuali e di gruppo, finalizzata a conoscere le azioni da intraprendere per cercare lavoro in modo corretto (saper scrivere un curriculum, saper scrivere una lettera di presentazione, ecc …) ed efficace (saper leggere gli annunci di lavoro, saper individuare le proprie competenze rispetto all’annuncio letto, ecc …). Grazie ad una rete di aziende del territorio, questa ricerca sfocia in un inserimento nel mondo del lavoro attraverso l’avvio di tirocini prima e con assunzione, se si presentano le condizioni necessarie dopo. Le aziende, attraverso questo iter formativo/lavorativo, hanno modo di riconoscere la serietà e l’impegno del ragazzo accolto, facendone crollare i pregiudizi che spesso sono legati alla figura dei giovani, soprattutto quelli stranieri.
Superfluo dire che, se i ragazzi con situazioni di fragilità sono stati i beneficiari diretti di questa azione (circa 30 giovani, italiani e stranieri, di età compresa tra i 17 e i 20 anni, in uscita dai circuiti di accoglienza e senza sostegno della famiglia di origine), esiste una grande fetta della società territoriale che ha beneficiata, a cascata, di questo intervento: circa 200 operatori dei servizi pubblici e privati coinvolti nelle azioni di prevenzione del disagio sociale; case famiglia, centri di aggregazione ed associazioni territoriali; circa 1000 persone della comunità locale.
Insomma un “piccolo intervento” di cui ha beneficiato tutta la società territoriale di Roma Est, nello specifico quella dei municipi V, VI e VII in cui si è registrato, negli ultimi anni, un sensibile aumento delle situazioni di disagio sociale ed economico dei propri cittadini.