Il MFAeS , nel corso degli anni, è divenuto uno tra le realtà del Comune di Roma che si occupa di affido e solidarietà familiare. È costituito da un gruppo di operatori e famiglie che credono nel valore dell’accoglienza, e che ritengono l’esperienza della famiglia un “diritto” di ogni bambino e di ogni ragazzo. Poter vivere in un nucleo familiare è un’esperienza necessaria per una crescita equilibrata ed armonica e per sostenere il minore (soprattutto in difficoltà) e guidarlo verso una vita adulta soddisfacente epiena (tratto dal libro Famiglie affidatarie e welfare society , a cura di A. Farina e M. Toso, editrice Las Roma).  Nell’ottica di quanto disposto dalla legge n. 149 del 2001 (art. 1 e 2), il MFAeS ritiene, infatti, fondamentale la promozione del diritto di ogni minore ad essere educato in famiglia, in primo luogo nella propria, ed in alternativa, quando questa non sia in grado temporaneamente di assolvere alle proprie funzioni, in un’altra famiglia che ne assicuri il mantenimento, l’educazione, l’istruzione e le indispensabili relazioni affettive.

Che cos’è l’affido familiare?

L’affido familiare è accogliere un bambino/ragazzo che ha una famiglia temporaneamente in difficoltà e non in grado di garantire le cure fisiche, educative, affettive.

L’affido familiare è regolamentato dalla legge n.184/83 e successiva legge n. 149/01.

L’affido può essere intrafamiliare (a parenti fino al quarto grado) o etero familaire (a terzi) consensuale o giudiziale.

L’affido consensuale è disposto dai servizi sociali del Municipio/Comune, previo consenso dei genitori o del tutore ed è reso esecutivo dal Giudice Tutelare del luogo dove si trova il minore.

L’affido giudiziale è disposto dal Tribunale per i Minorenni nel caso in cui non vi sia il consenso dei genitori o del tutore e sussista una situazione di pregiudizio per il minore ai sensi degli art. 330 e ss. del Codice Civile.

Durata e tipologia dell’affidamento familiare

La durata dell’affido varia a seconda del contesto familiare in questione. Di norma, l’affidamento dura un anno (due anni per quelli consensuali) prorogabili per un altro anno (legge 184/183 art. 4) ma l’attuale disciplina legislativa non pregiudica la possibilità di disporre affidamenti a lungo termine qualora il tribunale per i minorenni lo ritenesse necessario e “nell’interesse del minore”.

In base alla durata e al tipo di accoglienza, l’affido può essere:

  • DIURNO o semiresidenziale, quando la famiglia affidataria trascorre con il bambino/adolescente alcune ore della giornata o l’intera giornata, la aiuta a svolgere azioni che riguardano la sua quotidianità (ad es. nel sostegno sui compiti, nelle attività di gioco e del suo tempo libero). In questi casi la famiglia affidataria diventa una valido supporto della famiglia in difficoltà;
  • A TEMPO PARZIALE, quando la famiglia affidataria accoglie il bambino/adolescente per brevi periodi di tempo (ad es. nelle vacanze estive, nei week-end, nei periodi di ospedalizzazione del genitore malato ecc.); in questa tipologia  sono comprese le cosiddette “famiglie di riferimento” ovvero famiglie o singoli che si affiancano a minori collocati in casa famiglia;
  • RESIDENZIALE: quando il bambino/adolescente vive con la famiglia affidataria per lunghi periodi (mesi o anni), mantenendo al contempo i rapporti con la propria famiglia;
  • D’URGENZA che riguarda l’accoglienza di un bambino/adolescente in situazioni non previste ed urgenti, a seguito di improvviso allontanamento dal proprio nucleo familiare (abbandono, gravi deviazioni o incuria ecc.) nell’attesa che l’Autorità Giudiziaria disponga un progetto di sostegno a lungo termine.

Affido e adozione: due realtà distinte

Affido e adozione seguono due percorsi diversi.

L’affido è temporaneo, l’adozione è per tutta la vita. Nell’affido sono mantenuti i rapporti con la famiglia d’origine, nell’adozione è prevista l’interruzione dei legami con i genitori naturali.

L’azione del MFAeS, nell’affido familiare, si sviluppa lungo le seguenti direttrici:

  • formazione. Una volta che la famiglia o il single sceglie di portare avanti quest’esperienza può proseguire con la formazione. Il percorso, tenuto da esperti professionisti e famiglie tutor, aiuta i nuclei a fare discernimento per comprendere la sostenibilità di tale esperienza, tenendo conto delle risorse di ciascuno ed evitando fallimenti o complicazioni;
  • sostegno. Il MFAeS continua a lavorare per rispondere adeguatamente alla generosità di questi nuclei familiari attraverso un’attento e minuzioso sostegno socio-psicopedagogico durante tutta l’esperienza e dopo la conlcusione del progetto. Attraverso l’azione di sostegno si cerca, poi, di rafforzare le competenze già possedute e far acquisire maggiore consapevolezza sulla genitorialità sociale;
  • lavoro di rete. Particolare attenzione viene posta alla collaborazione con i Servizi Sociali Territoriali, con i quali si programma un fitto lavoro di integrazione.

Il MFAeS, nell’ottica di rientro del minore in affido nella famiglia d’origine, promuove e sostiene la relazione all’interno di uno Spazio d’incontro (presentazione progetto).